ABSTRACT

impianto pterigoideoLa riabilitazione implanto-protesica ha, negli ultimi anni, guadagnato via via sempre più attenzioni nel trattamento dei siti edentuli, andandosi a presentare come una tecnica prevedibile in varie situazioni cliniche e dai risultati accettabili sul lungo termine. Tuttavia le richieste estetiche e funzionali dei pazienti (legate anche ad un non sempre irrilevante timing della riabilitazione nel suo complesso), non sempre si sposano con quella che è la realtà clinica da affrontare quotidianamente.

Se infatti requisito necessario (ma non sempre sufficiente) per il corretto posizionamento implantare è la presenza di adeguate quantità e qualità ossee è anche vero che deficit di volume osseo (associati o meno a fenomeni di pneumatizzazione dei seni mascellari) impediscono di poter procedere direttamente al posizionamento implantare, allungando le tempistiche di attesa dei pazienti, dovendo far fronte ad interventi aggiuntivi volti al ripristino del volume osseo andato perduto nel tempo.

La mascella posteriore frequentemente si presenta come posizione sfidante per il posizionamento degli impianti. La qualità dell’osso in questa regione è povera e accoppiata con il limite dell’altezza verticale dell’osso relativo al danno causato da periodontite e pneumatizzazione del seno, crea difficoltà per fornire un significativo numero di impianti di sufficiente lunghezza per fornire un supporto predicibile nella impianto- protesi.

Il posizionamento di un impianto pterigoideo nella regione distale atrofica ha migliorato la prognosi di impianti posizionati nella mascella posteriore.

L’impianto pterigoideo lungo 18-20 mm. attraversa tre distretti anatomici: il tuber, il processo piramidale dell’osso palatino e il punto d’incontro delle lamine pterigoidee. L’impianto viene posizionato in uno dei tre pilastri di resistenza del cranio, ricordo che sono tre: pilastro canino-pilastro zigomatico-pilastro pterigoideo.

Il sistema di scarico delle forze va dai denti all’osso alveolare e dopo nei tre pilastri di resistenza per poi annullarsi reciprocamente nel Neurocranio. Si comprende quindi come con questa nuova metodica le forze occlusali vengono direttamente scaricate sul pilastro di resistenza saltando l’osso alveolare.

Inserimento Impianti Pterigoidei

Inserimento Impianti Pterigoidei